muschi&licheni design network

Quello che siamo e cosa facciamo.
I nostri punti, le nostre riflessioni.
Tra il dire e il fare, essere.

manifesto delle 7 s

Intenti progettuali, 2009.

 

//////////////////////////////////////

 

 

 

sensi

1.
siamo organi di senso.

l’ascolto dei sensi introduce a vedere cosa appare sopra al sensibile:

connettersi al senso profondo delle cose, alla fonte degli affetti.

una polifonia di sensi.

semplificare

2.
la semplicità aiuta a vivere meglio.

bisogna creare per ogni progetto degli spazi riservati al silenzio e al vuoto (reale, formale).

fissiamo lo sguardo sugli aspetti essenziali.

la quantità nasconde la qualità.

simbiosi

3.
essere in sintonia con gli enti naturali.

ci impegnamo a ritornare ad una aderenza ai fatti del quotidiano,

mettendo radici nel territorio.

osserviamo e ascoltiamo la natura come esempio di progetto diffuso.

scuola

4.
dedicarsi agli altri, all’insegnamento.

ma cosa insegnare?

l’arte di osservare e di osservarsi.

l’impegno a stupirsi e a riconoscere la bellezza.

5.
fluttuare verso un vero ben-essere da opporre al dilagare del ben-avere.

lentamente ricercare il proprio equilibrio.

sentire

6.
guardarsi dentro e confrontarsi con le domande più profonde.

essere naturalmente coinvolti.

pratichiamo una forma di attivismo interdisciplinare fatto di utopie, progetti, giardini, didattica.

troppe volte il sapere nasconde il sentire.

seminare

7.
riporre un seme e prendersene cura.

difendere la ramificazione.

diffondere il senso di appartenenza e partecipazione.

Mano-1
Mano-2
Mano-3
Mano-4
Mano-5
Mano-6
Mano-7
Mano-8
Mano-9
Mano-10
Mano-11 
Mano-12

8 punti

Intenti progettuali, 1999.

 

//////////////////////////////////////

 

 

Più spazio.

riappropriarsi del proprio spazio. limitare i segni per poter comunicare meglio.
calcolare il bianco come spazio e non come fondo. lo spazio bianco è fecondo.
ciò che risulta vuoto è colmo di pensieri. lasciarsi cadere nel pieno del vuoto. e respirare. prendersi più spazio per riflettere. fermiamo l’inquinamento visivo.

Più tempo.

rimanere nel durevole, nei tempi delle pause e delle attese.
porre l’attenzione a quei piccoli attimi tra l’inspirare e l’espirare.
prendersi più tempo per riflettere, per pensare, per capire, per sentire.

Più educazione.

rispettiamo noi stessi e gli altri. rispettiamo i sensi.

Più sensibilità.

sviluppiamo lo sguardo, l’udito, l’olfatto, il tatto. cerchiamo una ‘logica dei sensi’. alleiamoci con loro. diventiamo sensibili ai sensi.

Più memoria.

parliamo e ci dimentichiamo ciò che diciamo.
non diamo più importanza a quello che diciamo. non diamo più importanza a quello che ci viene detto. non ascoltiamo. la memoria è una misura del mondo.

Più immaginazione.

guardare le cose da angoli diversi. come medicina per le nostre relazioni.
la relatività ha virtù taumaturgiche. combattiamo l’ignoranza.

Più semplicità.

semplificare per poter comunicare meglio, per poter stare meglio.
la maggiore purezza delle cose agisce sui sensi. e su di noi.

Più ricerca.

‘costruire’ una nuova forma di igiene e di qualità della visione: cogliere il senso nel profondo. sentiamo la necessità di metodi, di sistemi. di modi di guardare, di sentire.
una vera e propria ergonomia del vedere.
una costruzione solida, ma gommosa, visibile solo dai sensi.
la grafica non deve essere la strada per il mascheramento, ma quella della liberazione.
la progettazione non deve essere il fine, ma il mezzo invisibile che libera la conoscenza. una costruzione non una costrizione. più ricerca di sé.