30 agosto 2010
Collaborare, facilitare, formare: declinazioni del verbo progettare.
In questi mesi abbiamo seguito differenti progetti sul tema della progettazione / formazione.
- IMPACT 2010
Un evento di due giorni sulla buona pratica clinica nella gestione del dolore a cui hanno partecipato le più importanti società e associazioni scientifiche italiane.
Conferenze, dibattiti e workshop destinati a primari di ospedali, informatori scientifici, medici, specialisti, aziende farmaceutiche.
Durante i workshop, coordinati da CO - Collaborations in Organizations, abbiamo facilitato il lavoro del gruppo "dolore osteoarticolare" con l'obiettivo di valutare la corretta interpretazione della normativa ministeriale sull'accesso alle cure palliative.
- Cambiare punto di vista
In collaborazione con CO - Collaborations in Organizations, abbiamo seguito i tre giorni di workshop destinati ai manager di un'azienda operante nel settore della sanità. Un percorso volto a stimolare le possibilità insite nell'affrontare il quotidiano con una rinnovata energia, lasciandosi trasportare dagli eventi con la capacità di reagire trasformando le avversità in stimoli positivi.
Un progetto di condivisione di intenti, di identità di gruppo, che ha posto l'accento sull'importanza dell'ascolto degli altri.
- Guarda lontano
Giunto al sesto anno, Guarda lontano è un ciclo di conferenze e workshop che abbiamo ideato per l'Accademia di Belle Arti di Urbino. Questi incontri si inseriscono nel progetto didattico che coordiniamo per la laurea specialistica di Visual design.
Guardare lontano per allargare i campi visivi, aprirsi all’esterno per arricchirsi dentro. Questo lo spirito con cui vengono organizzate le conferenze ed i workshop destinati agli studenti di Urbino.
In questi anni, tra gli altri abbiamo ospitato Enzo Mari, Ruggero Pierantoni, Guido Scarabottolo, Mauro Bubbico, Pier Luigi Cervellati, 0100101110101101.org, Mario Piazza, Fabian Negrin, Walter Branchi, Roberto Paci Dalò...
La sesta edizione, "Ambienti, Azioni", si è snodata tra maggio e giugno e ha visto gli studenti cimentarsi con lo spazio ristretto delle copertine dei libri (con Maja Celija e Luigi Raffaelli); con la narrazione condensata degli spot (con Marco Mucig); con la progettazione partecipata volta a coinvolgere i cittadini (con Alfredo Carlo / Housatonic, Massimo Pastore / Meat collettivo grafico, Imago Mundi / muschi&licheni).
Giornate intense di confronti, laboratori, utopie e progettazione.
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13 maggio 2010
Leggere e scrivere la città
È in consegna il quarto volume della collana Leggere e scrivere la città, progettata per l'Urban Center di Bologna.
Stesse gabbie, nuove storie.
Stessa copertina bianca vellutata, titolo nuovo: Parco Città Campagna / La riscoperta della pianura bolognese.
"L’indebolimento dei margini fra rurale e urbano nelle grandi città ha generato l’apparizione di nuove funzioni negli spazi periurbani: se, nel passato il margine urbano, coincidendo con la cinta muraria, era quasi sempre ben riconoscibile e svolgeva funzioni di protezione, filtro e anche limite allo sviluppo della città, oggi la città non ha più confini, né è più ingrado di porli." [dall'introduzione di Bruno Alampi]
Contemporaneamente è in preparazione il quinto volume, Le città degli altri / Spazio pubblico e vita urbana nelle città dei migranti.
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6 maggio 2010
Titillium
Buone nuove.
Il progetto Titillium coordinato per l'Accademia di Belle Arti di Urbino, sviluppato all'interno del corso di Type design (Prof. Luciano Perondi) si sta diffondendo sempre più.
Titillium è una Font Open Source, disegnata dagli studenti dell'Accademia, messa a disposizione gratuitamente nel sito di Campivisivi e ormai nei più importanti portali e blog di type design.
Titillium viene usata ad esempio per l'impaginazione della rivista "Newton", per la versione on line della rivista di architettura e design "Domus" (speciale Salone di Milano), per il sito del premio "Ilaria Alpi"...
Non c'è che dire: un ottimo esempio di progetto partecipato e diffuso.
una nota
Molti chiedono che cosa significhi il nome o da dove derivi.
Cercavamo un nome con un ritmo musicale ma che avesse anche una sonorità antica: Titillium è un nostro omaggio al tintinnabuli, tecnica di composizione musicale sviluppata da Arvo Part.
[immagine tratta dallo specimen disegnato da Diego Giusti]